Primo meeting cittadino: Agricoltura

21 Nov 2018 - agricoltura, meeting

Primo meeting cittadino: Agricoltura

Siamo lieti di invitarti Domenica 2 dicembre alle ore 10:00 presso la sala Unipegaso (palazzo Regina Margherita) C.so Vittorio Emanuele 197 Gela, al 1° meeting cittadino dal tema Agricoltura 4.0.

 

PRIMA SCHEDA PROGRAMMATICA

 DIECI BUONE IDEE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA CITTA’ DI GELA

Dibattito su:

  • Analisi del territorio;
  • Analisi delle criticità;
  • Consumo e produzioni responsabili;

Relatrice: Dott.ssa in Agraria Concetta Scepi.


Dal dibattito sullo sviluppo a Gela manca sempre l’agricoltura. E’ importante il futuro dell’industria, ma bisogna puntare sull’innovazione nelle campagne.

 

Analisi del territorio

Occorre rilevare come la città di Gela ha una piana che, dopo quella di Catania, è la più estesa e la più ricca della Sicilia. Si estende su una superficie agraria di 60.000 ettari con alle spalle la potenzialità di due dighe: quella del Disueri e quella di Comunelli.

 

Analisi delle criticità

Il vecchio saper fare, non basta più.

Il sistema produttivo manifesta un forte limite nella sua incapacità di organizzazione, tanto dal punto di vista produttivo quanto da quello commerciale.

Ciò rende quasi impossibile alle aziende locali adeguarsi all’evoluzione dei consumi, sempre più legati alla “riconoscibilità” del prodotto e quindi penetrare nei mercati ed affermarsi.

Altri elementi penalizzanti per questo settore possono essere riscontrati nelll’assenza di una “struttura a filiera” e nell’insistenza dimostrata dai coltivatori locali verso alcune colture oramai inflazionate.

Occorre saper raccontare (comunicazione, marketing, brand), il saper vendere (internazionalizzazione, cercare e creare nuovi mercati), il saper innovare (tecnologie di conduzione e di buona e sana coltivazione dei processi produttivi), il saper ricavare nuovi prodotti dalle vecchie produzioni.

“Una buona agricoltura tutela il territorio e il paesaggio. Un paesaggio e un territorio ben tutelato attirano il turismo, soprattutto quello di qualità”.

Questo deve diventare un messaggio utile, per i giovani e la loro formazione, per il futuro di questo territorio che può riscoprire tutte le sue potenzialità, ridando alla terra e all’agricoltura il ruolo perso o abbandonato.

L’intero sistema produttivo, ad eccezione di qualche azienda isolata, è caratterizzato da un insufficiente livello di meccanizzazione e da una conduzione aziendale legata agli schemi della gestione familiare;

 

Consumo e produzioni responsabili

Che a Gela sia rilevante l’assetto produttivo industriale è fuor di dubbio.

È arrivato, però, il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della città.

Alla sua definizione può e deve contribuire un altro tipo di industria, a cui può dare il suo contributo l’agricoltura del territorio.

La nuova, e si spera,  giovane classe dirigente che amministrerà la città deve avere anche questo compito.

L’agricoltura Gelese può essere modernità e futuro e che, con la produzione del suo vino Doc, dei suoi carciofi e del suo grano può contribuire a far conoscere e a costruire una Nuova Gela Doc (intesa come città e come comunità che si ripensa.

Si può dare così una prospettiva alle nuove generazioni interessate e attratte dalla campagna e dall’ agricoltura.

E si darebbe anche un po’ di fiducia e di considerazione ai nostri agricoltori.

Sarebbe già un ottimo segnale per la città e per l’agricoltura gelese se l’amministrazione  comunale (per anni disinteressata a questa parte importante della sua economia) riuscisse a imporre l’attenzione dovuta e ricostruendo un rapporto di reciproco ascolto con i protagonisti, le associazioni del settore, così come avviene con i bisogni, i protagonisti dell’industria, del commercio, del turismo, del porto.

E’ anche questo un modo per ripensare allo sviluppo della città e per guardare al futuro dei nostri territori senza rimanere impigliati ancora nelle polemiche sulla vecchia industrializzazione“.

Insomma è maturo il tempo che anche a Gela l’agricoltura ritorni ad essere considerata in maniera diversa per farla diventare una componente forte dello sviluppo del territorio.

Sarebbe necessario “un patto verde” per una buona agricoltura e per cibi sani, contro l’abbandono dei terreni, recuperando quelli incolti per far crescere così, attraverso incentivi, associazionismo, formazione, una nuova passione e una imprenditorialità giovanile radicata nel territorio e del territorio.“

L’agricoltura è un settore pieno di opportunità e può avere un elevato valore aggiunto a condizione che si sappia generare quel circolo virtuoso del sapere fatto di tradizione, qualità, innovazione e capacità di racconto.

E Gela dai tempi dei greci e dei Romani, per la fertilità del suo agro, per la bontà delle sue produzioni agricole (il suo vino soprattutto) può fare e raccontare tanto“.

 

Dove ci incontreremo:

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